
Bi-Bip.
Un Sms inatteso, incredibile.
Max Parodi non c’e’ piu’.
Conobbi Max come tutti gli appassionati di musica Genovesi, dalla platea.
Erano gli anni ‘90, e tra i principali animatori della scena musicale c’era lui, con quel suo stile che richiamava i songwriters americani, eppure cosi’ personale.
Ricordo il suo sguardo sorpreso quando gli chiesi di autografarmi “Al Centro del Temporale”, il CD della sua band di allora, La Rosa Tatuata.
Poi, chissa’ come, mi ritrovai a dividere la saletta con lui, ed ebbi la possibilita’ di conoscerlo meglio. Fu cosi’ che scoprii il lato umano del musicista che tanto apprezzavo; una persona squisita, semplice, disponibile, gentile, in grado di mettere a proprio agio chiunque.
Non abbiamo mai suonato insieme. Sono certo che sarebbe bastato chiedergli di suonare una volta in saletta per vederlo sorridere ed imbracciare la chitarra; ma io sono un musicista mediocre, ed avevo la sensazione di abusare della sua disponibilita’ chiedendogli di suonare con me.
Pero’ dividere un palco con lui era un mio piccolo sogno; e pensavo che il giorno in cui sarei stato in grado di reggergli la linea di basso - anche solo per un pezzo - sarebbe arrivato, prima o poi.
Un castello in aria del quale non ho ancora la forza di rimuovere le macerie.
Maledizione, Max, non sono pronto a salutarti, nessuno di noi lo e’.
Ci manchi gia’ infinitamente.
Ciao, e grazie di tutto,
Fulvio.
4 Commenti a “Ciao, Max”
Così non è proprio giusto!
Ciao max!
Circa tre settimane fà l’ho incontrato lì, fuori dalla saletta e mai e poi mai avrei immaginato che quello sarebbe stato l’ultimo saluto. Non è proprio così che dovrebbe andare la vita.
Sai, per qualche strano caso della vita, a un certo punto ritrovi un vecchio amico che avevi perso di vista, un po’ come capita con i vecchi compagni di scuola, e a un certo punto ecco che lo hai di nuovo perso.
Sarà davvero un vuoto incolmabile.
Ciao Max.
Martino
…come ho già scritto……è come un brivido…sarà strano entrare stasera nella sala prove che abbiamo condiviso con te, dove abbiamo condiviso gli strumenti, abbiamo acceso le stesse luci, camminato sullo stesso pavimento, collegato i cavi allo stesso mixer, aver sentito le note uscire dalle stesse casse…ciao Max

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Un grande cantante, una splendida persona. Le parole non riusciranno mai a descrivere appieno chi fosse davvero Max, ma sono l’unico mezzo che ci rimane per salutarlo.
Ciao, Max.